Passo VicentinoEsplora Vicenza e il Veneto a passo lento

Anello 92 di Monte Berico: come verificare tracciato, segnavia e punti di rientro prima di partire

di Redazione Passo Vicentino· 15/10/2026 09:00
Anello 92 di Monte Berico: come verificare tracciato, segnavia e punti di rientro prima di partire

Per verificare l’Anello 92 di Monte Berico prima di partire, il passaggio decisivo è confrontare la mappa dei Sentieri Urbani del Comune di Vicenza con la descrizione del percorso, individuando in anticipo i bivi e le strade da cui sarebbe possibile tornare indietro. Il 92 parte da piazzale della Vittoria, misura 6,85 chilometri, presenta 139 metri di dislivello ed è classificato di difficoltà turistica. Questi dati aiutano a scegliere la passeggiata, ma da soli non dicono quale svolta prendere quando il percorso lascia una strada o attraversa un parco.

Prima distinzione: cercare il numero 92, non un generico anello del colle

A Monte Berico si incontrano passeggiate diverse, e una ricerca per nome può restituire itinerari che condividono il santuario senza seguire lo stesso tracciato. Nel progetto Sentieri Urbani compare anche il numero 91: parte da piazza dei Signori, attraversa la città e raggiunge l’area di Monte Berico. Il 92, invece, ha come punto di partenza piazzale della Vittoria e si sviluppa intorno al colle e ai suoi margini. Se una traccia proposta online parte dal centro storico, non basta che passi davanti al santuario per considerarla la mappa del 92.

Prima di salvare un percorso sul telefono, controlla dunque tre elementi insieme: numero, partenza e andamento dell’anello. La pagina comunale dei Sentieri Urbani è il riferimento per descrizione e mappa; il Comune indica anche dove richiedere la carta dei percorsi in formato fisico. Una traccia digitale di terzi può essere comoda per orientarsi, ma va confrontata con quel riferimento, soprattutto se presenta deviazioni o punti di partenza differenti. Scaricare la mappa prima di uscire evita inoltre di doverla cercare proprio quando la connessione è scarsa o la batteria è quasi esaurita.

Leggere il tracciato per sequenze, non svolta per svolta a memoria

La descrizione pubblicata dal Comune permette di riconoscere alcune sequenze utili. Dal piazzale della Vittoria il percorso imbocca per un breve tratto viale Dieci Giugno, svolta in via Cialdini e scende attraverso il sentiero del parco di villa Bedin Aldighieri. Più in basso passa nell’area della falesia di Gogna e raggiunge via Vigolo, strada della Gogna e via Mantovani. Sono nomi da evidenziare sulla mappa: servono a capire se si sta seguendo l’anello previsto, non a sostituire la lettura della carta ai singoli incroci.

Altri riferimenti descritti per il 92 sono il Ponte del Quarelo, il tratto vicino al bosco periurbano del Quarelo, il margine dell’autostrada A4 e la zona del canile municipale. Nel settore di strada della Gogna la descrizione segnala una deviazione netta dalla strada verso i campi, oltre l’innesto di via Vigolo; il percorso raggiunge poi l’argine del Retrone e attraversa il fiume su una passerella ciclopedonale. Quest’ultimo particolare è importante: arrivare nei pressi del fiume non significa automaticamente essere nel punto giusto per attraversarlo. Prima di partire, individua sulla mappa sia la passerella sia la strada da cui ci si stacca per raggiungerla.

Un metodo pratico è suddividere l’itinerario in quattro controlli: partenza e discesa dal colle; strade ai piedi del colle; settore del Quarelo e della pianura; ritorno verso Gogna, Retrone e piazzale. A ogni cambio di ambiente, verifica che posizione e direzione coincidano con la mappa. Se non coincidono, fermarsi subito è più semplice che ricostruire il percorso dopo diversi bivi.

Segnavia sul posto: cosa controllare e cosa non dare per scontato

Il numero 92 è l’identificativo dell’anello, ma non conviene programmare l’uscita contando soltanto sulla possibilità di vedere un segno a ogni svolta. Prima di avviarti, osserva come il percorso è rappresentato sulla carta e come è indicato presso la partenza; durante il cammino, usa i segni presenti come conferma della direzione, insieme ai nomi delle vie e ai riferimenti geografici. Un segnavia mancante, coperto dalla vegetazione o non visibile da un certo angolo non autorizza a scegliere il ramo che sembra più battuto.

La cautela serve soprattutto nei passaggi fra ambienti diversi: dall’asfalto al sentiero del parco, dalla strada ai campi e dall’argine alla passerella. Per esempio, se arrivi su strada della Gogna ma non riesci a individuare con sicurezza la deviazione prevista, non proseguire supponendo che qualsiasi accesso ai campi conduca al Retrone. Controlla la mappa in un punto sicuro, confronta il bivio con l’ultimo riferimento riconosciuto e, se resta un dubbio, torna a quel riferimento. In un itinerario turistico l’orientamento rimane parte della preparazione.

Punti di rientro: pianificare alternative senza inventare scorciatoie

Un punto di rientro non è necessariamente una scorciatoia per il piazzale della Vittoria. Può essere semplicemente un luogo riconoscibile — per esempio una via nominata nella descrizione o il Ponte del Quarelo — da cui valutare sulla carta se sia preferibile ripercorrere i propri passi anziché completare l’anello. Segna prima di uscire almeno due di questi riferimenti intermedi e annota quale tratto dovresti rifare per tornare alla partenza. È una scelta più verificabile che attraversare proprietà, campi o sentieri non riportati sulla mappa.

Valuta il rientro prima di impegnarti in un nuovo settore: presso la zona del Quarelo, prima del tratto verso l’area del canile e di nuovo prima della deviazione che conduce all’argine del Retrone. Non sono punti di uscita garantiti né indicazioni di collegamenti rapidi; sono momenti in cui confrontare tempo disponibile, luce, condizioni del terreno e posizione effettiva. Se una passerella o un accesso risultano non utilizzabili, non tentare un attraversamento alternativo del fiume: torna all’ultimo punto sicuro e ricalcola il percorso su viabilità accessibile.

Infine, verifica eventuali avvisi locali prima della partenza e conserva la mappa anche offline. Il parco attraversato all’inizio è un passaggio effettivo del tracciato: un accesso temporaneamente chiuso può cambiare la fattibilità dell’anello anche se distanza e dislivello restano modesti. Per chi cammina in gruppo, concordare in anticipo quando fermarsi a controllare la carta evita che una svolta incerta diventi una decisione presa di fretta.

Fonti

Redazione Passo Vicentino

La redazione cura, verifica e aggiorna i contenuti pubblicati.