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Strada delle 52 Gallerie a settembre: perché il Pasubio cambia faccia

A settembre la Strada delle 52 Gallerie conserva il fascino dell'estate ma richiede più attenzione a luce, temperatura e meteo: il percorso resta un itinerario storico di montagna, non una semplice passeggiata.

Ingresso di una delle 52 Gallerie sul Monte Pasubio
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La Strada delle 52 Gallerie è uno dei percorsi più riconoscibili del Pasubio, ma a settembre cambia il modo in cui va affrontata. Le giornate iniziano ad accorciarsi, l'escursione termica aumenta e il meteo sulle Prealpi può cambiare in fretta. Il tracciato storico sale da Bocchetta Campiglia verso Porte del Pasubio e il Rifugio Achille Papa attraversando 52 gallerie scavate nella roccia durante la Prima guerra mondiale. Il paesaggio resta spettacolare, ma la stagione di passaggio rende ancora più evidente che non si tratta di una passeggiata urbana: serve pianificazione, equipaggiamento e attenzione reale alle condizioni del giorno.

Un percorso costruito nella montagna

La strada militare fu realizzata nel 1917 per garantire un collegamento protetto verso il massiccio del Pasubio. Il tracciato supera guglie, canaloni e pareti rocciose alternando tratti all'aperto e gallerie, alcune lunghe, buie e umide. Le fonti CAI indicano una lunghezza di circa 6,5 chilometri per il solo tratto delle gallerie e un dislivello nell'ordine di 700-800 metri, con arrivo nell'area del Rifugio Papa. L'itinerario completo di rientro è più lungo e spesso utilizza la Strada degli Scarubbi. Questi numeri spiegano perché convenga calcolare la giornata intera e non soltanto il tempo di salita.

A settembre la luce diventa parte della pianificazione

In piena estate è facile sottovalutare quanto tempo si perda fra soste, fotografie e passaggi lenti nelle gallerie. A settembre il margine di luce diminuisce. Partire tardi significa rischiare di trovarsi sul rientro quando il sole è già basso, soprattutto se il gruppo procede con ritmi diversi. Una frontale è necessaria comunque per le gallerie, ma non dovrebbe diventare il piano per completare l'escursione al buio. La scelta più prudente è partire presto e conservare margine per imprevisti, meteo e affaticamento.

Dentro le gallerie la temperatura cambia subito

Anche quando all'esterno la giornata è mite, l'interno dei tunnel può essere fresco, umido e scivoloso. Il passaggio ripetuto fra sole e ombra rende utile vestirsi a strati invece di affidarsi a un unico capo pesante. Una maglia asciutta, uno strato termico leggero e un guscio contro vento e pioggia permettono di adattarsi senza surriscaldarsi in salita. Le calzature devono avere buona aderenza: il fondo roccioso può essere umido e la luce limitata rende più difficile leggere ogni appoggio.

La torcia frontale non è un accessorio

Le sezioni CAI che organizzano escursioni sul percorso indicano esplicitamente la necessità di portare una torcia o un frontalino. Il telefono non è un sostituto ideale: consuma batteria utile per comunicazioni e mappe e costringe a tenere una mano occupata. Una frontale lascia invece entrambe le mani libere e permette di illuminare il terreno senza perdere equilibrio. Conviene controllare le batterie prima di partire e avere una piccola riserva, soprattutto se il gruppo è composto da persone con ritmi diversi.

Settembre porta anche più variabilità meteorologica

Il Pasubio è esposto a vento, nebbia e cambiamenti rapidi. Una mattina limpida a valle non garantisce che le condizioni restino identiche in quota. Prima dell'escursione vanno consultati bollettini meteo affidabili e informazioni locali su accessi, parcheggi e rifugio. In caso di previsione instabile, rinunciare o scegliere un percorso alternativo non è un fallimento. Il tracciato ha valore storico e paesaggistico, ma alcuni tratti sono esposti e non offrono la stessa possibilità di uscita rapida di un sentiero nel bosco.

La storia cambia anche il modo di camminare

La Strada delle 52 Gallerie non è soltanto un'opera ingegneristica. È una testimonianza della guerra sul Pasubio. Pannelli, gallerie e resti militari ricordano che il percorso fu costruito in condizioni estreme per uomini e materiali. Camminare con tempo sufficiente permette di leggere il luogo, non soltanto di collezionare le 52 aperture. È uno dei casi in cui rallentare aumenta il valore dell'escursione, purché la partenza sia abbastanza anticipata da non trasformare le soste in un problema sul ritorno.

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