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Come distinguere la tecnica Nordic Walking dal trekking con bastoncini

di Redazione Passo Vicentino· 30/10/2026 14:45
Come distinguere la tecnica Nordic Walking dal trekking con bastoncini

Per distinguere il Nordic Walking dal trekking con bastoncini, osserva che cosa fanno le braccia durante il passo. Nel Nordic Walking oscillano in modo alternato alle gambe e accompagnano una spinta all’indietro del bastoncino, anche grazie all’apposito lacciolo. Nel trekking i bastoncini servono soprattutto come appoggio: il loro impiego cambia in base a pendenza, ostacoli e necessità di equilibrio. Non basta quindi contare i bastoncini o guardare la velocità della camminata.

Il gesto che distingue il Nordic Walking

Su un tratto regolare, chi pratica Nordic Walking lascia oscillare il braccio destro in avanti mentre avanza la gamba sinistra, e viceversa. Il movimento parte dalla spalla e segue il ritmo naturale del cammino: non richiede di portare entrambe le mani davanti al corpo né di sollevare i bastoncini a ogni passo. Il piede procede con una normale rullata, senza allungare artificialmente la falcata per cercare il punto d’appoggio del bastoncino.

Il bastoncino prende contatto con il terreno vicino al corpo, inclinato verso il retro, poi accompagna la mano mentre il braccio prosegue all’indietro. Nella fase finale la presa può aprirsi: è il lacciolo a mantenere il collegamento tra mano e impugnatura. Quando il braccio torna avanti, la mano riprende la presa. Se invece il bastoncino viene piantato lontano davanti al piede e usato per tirarsi in avanti, la spinta caratteristica del Nordic Walking si perde.

Questo gesto va costruito gradualmente. All’inizio è più utile trovare un’oscillazione sciolta delle braccia che cercare una spinta energica. Spalle alzate, gomiti rigidi e mani costantemente serrate sono segnali di un movimento forzato, non di una tecnica più efficace.

Come si usano i bastoncini nel trekking

Durante un’escursione i bastoncini hanno un compito più variabile. In salita possono offrire appoggio nei tratti ripidi; in discesa aiutano a cercare punti di sostegno, senza sostituire la scelta attenta di dove mettere i piedi. Su fondo irregolare il camminatore può piantare un bastoncino alla volta, usarli entrambi in una sequenza diversa dal passo alternato oppure tenerne uno libero mentre supera un passaggio. Non c’è l’obiettivo di ripetere continuamente la stessa spinta all’indietro.

Anche l’attrezzatura riflette questa differenza. I bastoncini da Nordic Walking sono pensati per il gesto ripetuto e hanno laccioli che permettono di aprire la mano senza perderne il controllo. Quelli da trekking privilegiano la versatilità dell’appoggio e sono spesso regolabili per adattarsi al percorso. La forma, però, da sola non prova quale attività si stia praticando: si possono portare bastoncini specifici e usarli con una tecnica diversa.

Una verifica pratica su terreno facile

Per riconoscere il movimento, scegli un tratto piano, ampio e con fondo uniforme. Cammina dapprima senza puntare i bastoncini, lasciando oscillare le braccia in opposizione alle gambe. Poi trascina leggermente le punte dietro di te e, senza cambiare ritmo, lascia che tocchino il suolo e accompagnino il braccio all’indietro. La mano deve poter restare rilassata: non occorre premere il bastoncino a ogni passo.

Fermati dopo pochi passi e controlla tre aspetti: le braccia si muovono in alternanza con le gambe, i bastoncini non vengono piantati lontano davanti e il gesto resta fluido. Se ti ritrovi a usare i bastoncini soprattutto per stabilizzarti o per superare un ostacolo, stai svolgendo una funzione tipica del trekking. È una scelta appropriata quando il terreno la richiede, non un errore da correggere mantenendo a tutti i costi il gesto del Nordic Walking.

Il contesto conta quanto il movimento. Il Nordic Walking si pratica più facilmente dove il passo può rimanere continuo; su rocce, gradini, fango o discese impegnative la priorità diventa procedere con attenzione e usare i bastoncini secondo le esigenze del tratto. Per imparare la sequenza completa, soprattutto l’uso del lacciolo e il rilascio della mano, una lezione pratica può aiutare a riconoscere errori difficili da notare da soli.

Redazione Passo Vicentino

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